In Morte del

Fratello Joe

L’11 Settembre scorso ci ha lasciato l’unico austriaco entrato nel cuore di milioni di amanti della Musica nel mondo, da un po’di tempo a questa parte. L’ultimo prima di Lui, era stato Mozart.
Gli dobbiamo molto: se il jazz non è stato più quella cosa elitaria fatta per pochi intenditori, o quella cosa dietro cui celare, in via esclusiva, tutte le rivendicazioni del mondo disperato degli afroamericani, è stato grazie ai pionieri come il Nostro Josef Erich Zawinul, nato da famiglia con origini ungheresi, ceche e rom a Erberg, quartiere di Vienna
Negli States dal ’59, la sua storia incrocia tutti i grandi nomi del jazz contemporaneo, da Ben Webster a Cannonball Adderley (per lui scrive il pezzo per cui tutti lo ricorderemo, Mercy, Mercy, Mercy), fino ai grandissimi come Miles Davis. La Storia della Musica però lo accoglie con tutti gli onori perché fu l’inventore di un uso jazzistico dell’elettricità. E’ soprattutto grazie a questa sua particolare dimestichezza che Miles, presentatogli da Cannonball Adderley, lo accoglie nel suo entourage e gli affida niente di meno che la composizione di un suo classico, In A Silent Way. Il periodo con Miles è per Lui la ribalta nobilitante, per lungo tempo non ci sarà nessuno che come Lui, manipolerà i suoni come fosse materia plastica da sposare alla melodia e al ritmo. Veramente la tecnica improvvisativa, con Zawinul, prende nuovi accenti ed assume nuove espressioni: il sintetizzatore, inizialmente l’Hammond B3 e poi tanti altri (tante le foto che lo ritraggono con il fido M1 della Korg), entra nelle consuetudini dei gruppi che fanno il nuovo Jazz. Il gruppo davisiano in cui milita il Nostro Joe, è uno di quei gruppi di Miles, che di ciclo in ciclo, imprimono al mondo della Musica una svolta epocale: Bitches Brew ne è il documento.
E poi la cosa più grande. Il Bollettino Meteorologico più ascoltato dai musicisti e dai musicofili di un'intera generazione. L’idea viene da un incontro con un sassofonista nero, anche lui del club di Miles, un certo Wayne Shorter. La formazione che ne nasce fa 14 anni di musica fondamentale, arricchita nella sua strada da innesti che poi diventano il colore inconfondibile del fenomenale Ensemble. I Weather Report di Joe Zawinul, Wayne Shorter, Jaco Pastorius, e Peter Erskine infiammano gli stadi e i palasport di tutto l’orbe terracqueo. E’ la Grande Epoca di Birdland: poesia e melodia si alternano ad irruenza ritmica e torrenzialità cromatica. Il gruppo di Joe, per merito di Joe, esplora pianeti inesplorati di frequenze estreme. Zawinul è come il rappresentante di aspirapolvere che ti dimostra quale gamma infinita di possibilità ci sia in ciò che vende. E però è merce raffinatissima, quella dei Weather di questi 14 anni, quasi sublime quella dei primi 8: I Sing My Body Electric, 8:30, Black Market e altri. Fino a This is This del 1986, quasi un disco di commiato, perché poco dopo muore l’amico più caro, per cui Joe aveva più volte fatto da padre, prendendosi più volte anche la briga di contrastarlo, nella sua rincorsa all’autodistruzione. La Storia di Zawinul continua con il Syndicate, che più che un gruppo, è stato un marchio. Un’esperienza che ha permesso a Joe di invecchiare bene, sempre all’interno di un’onda di successo che quasi mai lo ha abbandonato, e soprattutto ha fatto la fortuna di tanti artisti che si sono formati e si sono fatti conoscere dal suo grembo. Malato da tempo di cancro, muore a 75 anni, l'11 settembre 2007 alle 04:55, nella Clinica Wilhelmina di Vienna, dove era ricoverato dal 5 agosto.